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Obsession # 2: Justin Timberlake

Ave lettori amatissimi!
E’ mercoledì,  la strada verso il weekend non pare più così lunga e tortuosa,quindi respiro e vado avanti (?) – potrei anche dire “Rifiuto l’offerta e vado avanti”, ma quel programma appena citato mi irrita il sistema nervoso quindi eviterò– e nel frattempo cerco di riprendermi da questa semi influenza (?) che mi ha colpita oggi.
Oggi ho deciso che mi addentrerò in un percorso difficile, o, perlomeno, non è così complicato, più che altro è complesso e man mano vi spiegherò anche perché. In apparenza, data la rubrica in cui ho voluto inserire questo post voi che leggete sarete immediatamente trascinati a pensare che, in realtà, sia un gioco da ragazzi parlare di colui del quale ho intenzione di parlarvi tra poco. Tuttavia vi posso assicurare che sarà tutto fuorché semplice.
Visto che se continuo così non ve lo presenterò mai ufficialmente (?), ma partirò in quarta con le mie squilibrate elucubrazioni mentali (?), svelerò il nome della mia ossessione odierna – odierna nel senso dell’attualità del post, eh.. -: Justin Timberlake. Beh, sì, c’è scritto nel titolo del post, ma tralasciamo questo dettaglio: sapete che mi piacciono le introduzioni complete e serie, da professionista (???).
Parto dal presupposto che già inserirlo in questa rubrica non è totalmente descrittivo di quello che lui rappresenta davvero per me. No, non scriverò qualcosa di enormemente obiettivo, anzi, non sarò per nulla equilibrata e non me ne importa un accidenti, anzi, probabilmente esalterò ancora di più il senso di questo post manifestando quanto io sia completamente ed immensamente di parte.
Da dove iniziare non lo so, forse non l’ho mai saputo, nemmeno quando questo articolo balenava nella mia testolina rossa e matta come una flebile luce di idea e non quanto possa essere un bene per dare un senso compiuto alle mie parole ma ci proverò con tutta me stessa. Comincerò dal principio, da quando ho iniziato ad amarlo – ok, sono cerebrolesa, siete liberissimi di pensarlo e dirmelo anche attraverso commenti, vi giustifico, autorizzo, anzi, vi incito ad esprimervi – .
Era una notte buia e tempestosa… Ok, va bene, faccio la seria. Non sono in grado di precisarvi esattamente il momento in cui Justin Timberlake ha iniziato a fare battere il mio cuoricino di stupida teenager, ma sono pressocchè certa che è d’uopo (?) collocare l’avvenimento intorno all’uscita di “Bye bye bye” degli *NSYNC al principio degli anni 2000.
Al tempo frequentavo le scuole medie, ero un orribile mix tra Ciampi sopraccigliare (?) ed un hobbit, patita di boybands. Il ricciolino piccino del gruppo appena menzionato mi faceva sclerare ed in un certo qual senso mi auguravo che la cosa finisse lì – o forse no.. -. Beh, comunque è continuata, mi pare palese. Il fatto poi che fosse il boyfriend di Britney Spears – pianto galattico per la loro rottura – non ha fatto che ingigantire a dismisura la mia cotta. Siamo sinceri, il termine cotta è ben riduttivo, rispetto a quello in cui Lui si è trasformato – Lui maiuscolo, come se fosse Dio sceso in Terra.. ehm. -.
Il fatto è che sono letteralmente cresciuta con lui. La sua musica ha accompagnato il mio percorso adolescenziale ed una buona parte delle sue canzoni rappresenta un momento importante per me, l’ha segnato, sottolineato come un evidenzatore Stabilo dei più potenti.
L’obiettività scarseggia quando non mi risparmio nel commentarlo come l’uomo perfetto ai miei occhi, ma è senza alcun dubbio evidente anche ai “profani” il suo talento e la sua passione in ogni cosa che fa: musica, cinema, opere benefiche, moda, ovunque spicca, è artista, è eclettico, poliedrico e da parte mia non può che esserci non solo amore e devozione più completa come quella che solitamente vi è nei confronti di un idolo, ma anche una profonda e radicata stima, ammirazione verso chi riesce bene in tutto ciò che fa. – sento già le voci che commentano e dicono che tutto questo innamoramento è dato anche dal fatto che sia oggettivamente troppo figo per essere vero… Sì…. cioè, NONOASSOLUTAMENTENOMACOSADITEMAI. Chi crede a quello che ho appena detto alzi la mano!-
Mi pare di conoscerlo da sempre, di fare parte della sua vita, i cui dettagli di maggior rilievo li conosco meglio di di lui stesso, l’ho applaudito, apprezzato, sono stata e sono immensamente fiera di lui, ma ho saputo anche “rimproverarlo” e criticarlo, con quell’atteggiamento affettuoso ed eccessivamente coinvolto che è tipico di un fan da secoli come sono io.
Come potrei, d’altronde, essere distaccata? Il liceo per me è stato Justified, la maturità Futuresex/Lovesounds, la laurea The 20/20 experience.
Mia mamma vomita letteralmente la sua musica e sono certa che lo odi ormai da quanto glielo propino, ma penso si ricordi bene la gioia nei miei occhi il giorno successivo all’unico suo concerto a cui abbiamo mai assistito, il 1° giugno 2007 –mannaggia a te che non sei venuto in Italia con questo tour-.
Ho tante passioni, attori, cantanti, artisti che stimo, però, davvero, nel profondo del mio cuore, lui sarà sempre il numero UNO. Che canti, che balli, che reciti, che faccia qualsiasi cosa per me è il migliore. Rimarrò sempre una quindicenne per lui e non me ne vergogno per nulla, anzi, lo ringrazio, perchè è la prova vivente che ci sono cose, persone che aiutano davvero, senza le quali, in alcuni momenti della vita, ti perderesti senza più ritrovarti. E senza stare a parlarvi di questi attimi di buio che io, come tutti, ho attraversato, vi assicuro che una delle luci più intense è stata lui e spero, un giorno, di poterglielo dire di persona.

[Un linkuccio alla bio ci sta sempre, anche se, come avete potuto comprendere, non è stata il centro di questo mio post.. ]

Vabbè… Anche qualche altra foto che è sempre piacevole per la vista, perdindirindina.

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Pubblicato in: Actor, Obsessions

Obsessions #1: Sam Claflin

Buona domenica, lettori!
Come state? Avete accettato la fine del periodo natalizio? Io no LOL, ma ne ero già consapevole in precedenza. Probabilmente mi rassegnerò al tempo del mio compleanno – ovvero il 3 Febbraio, ma poco meno di un mese-.
Dunque, come promesso, oggi non parlerò di libri, ma di altro. Questa volta ho scelto di iniziare un percorso molto personale, un po’ sulla stregua della Character Session. Difatti vi presenterò una “serie” di mie ossessioni. Persone per cui ho una evidente, palese, incurabile cotta, attori, cantanti, artisti che stimo, o meglio, con cui sono fissata da sempre, da molto, da troppo -LOL-.
Non vi stresserò eccessivamente l’esistenza con la biografia, metterò semplicemente il link alla Santa Wikipedia, più che altro tenterò di spiegarvi il perché della mia fissa, cercando di essere obiettiva il più possibile, ovviamente nei limiti, dal momento che, toccando il personale, non sempre è facile e giusto esserlo.
Ho deciso di partire da un attore giovane che mi piace da qualche anno, benché la crush sia stata alimentata nuovamente di recente: Sam Claflin.
Samuel George Claflin, nato il 27 Giugno 1986 ad Ipswich – Santo Suffolck-, ha 28 anni e purtroppo è già sposato. Ho confessato subito il problema, per togliermi il peso principale. Scusami, Laura, non posso farci nulla. Ho capito che era il principe dei sogni solo con “Love, Rosie“. Non che prima non ci fossero i segnali, sia ben chiaro, ma questo film lo ha ulteriormente confermato.
Parto dall’inizio, da quando si è palesato nel mio mondo, in “Pirati dei Caraibi – Al confine del mondo“: lì era un pretuccio che poteva passare inosservato, ma NO. Scommetto anche che qualcuno non avrà collegato che fosse lui. E invece… Cioè, lo ammetto, io ci sono arrivata più tardi. Mi spiego: ammetto che quando è apparso in “The Hunger Games – La ragazza di fuoco” non ho pensato subito a chiedermi chi fosse, cioè più che altro sapevo benissimo il suo nome, ma non ho fatto in tempo a pormi la domanda perché sono rimasta devastata dal suo… tutto. – Ma un zuccherino da lui lo volete? Io anche due o tre o quattro o mille o… basta.
Dopo essermi asciugata la bava doverosa, ed avere inghiottito la saliva in eccesso, sono riuscita a valutare con cognizione di causa la sua interpretazione ed ho concluso che porca miseria se era perfettamente Finnick. Il sorrisetto, le fossette, la sfacciataggine. Insomma, il mio personaggio preferito della saga aveva ottenuto giustizia con lui.
Dopo tutto ciò sono andata a farmi un giro su Google ed ho cercato informazioni su di lui. Per Giove, ma è il reverendino tanto carino di POTC 4! Già lo avevo apprezzato, nonostante l’imponente occupazione del mio cuore da parte del caro Johnny Depp – prima o poi vi parlerò anche di lui... – , però con Finnick ha vinto tutto.
Cercando di essere imparziale e provando a non far penetrare nulla di strettamente ed evidentemente personale, io vi consiglio con tutto il cuore di darvi uno sguardo alla sua filmografia – evitando “Biancaneve ed il cacciatore“, perché appare veramente poco.. Ok, magari non escludetelo a priori, ma lasciatelo in fondo alla lista-, perchè al di là della sua bellezza, sono fermamente convinta che sia uno degli attuali talenti giovani più versatili nel panorama cinematografico. Può essere l’uomo dei sogni – in “Love, Rosie” vi assicuro che mi è partita una OTP extra cosmica con Lily Collins. (per gli “inesperti”, OTP = One True Pairing, la coppia preferita, la migliore per ogni fandom) – come impersona nel modo più realistico possibile il bastardo per eccellenza – in “Posh” vi giuro che mi ha fatto venire i brividi; il film non è un granché, ma lui è eccezionale e vale la pena vederlo anche solo per lui, oltre che, femminilmente (?) parlando, per la quantità di esemplari di sesso maschile di una certa qual levatura, soprattutto in lingua originale, con il suo meraviglioso accento british che per Giove smuove i muri.- .
Da lettrice accanita ho urlato quando ho appreso che avrebbe interpretato il ruolo principale nell’adattamento cinematografico di “Me before you” e sto bramando che arrivi almeno foto dal set il più presto possibile – iniziate presto a girare! – perché so per certo che l’attesa per il film sarà logorante.
Con la consapevolezza che devo assolutamente recuperare i film tv della BBC di cui è stato protagonista – perdonate la difficoltà con cui mi approccio alla visione, ma uno di essi è “I pilastri della Terra” e ci vuole fegato… – vi lascio con alcune foto di questa meraviglia di uomo e con un link alla sua bio, se volete documentarvi maggiormente (HERE) – sì, in inglese, è più dettagliata-, augurandomi che anche voi siate conquistati dalle magiche fossette britanniche e dai capelli perfetti di Samuel George.