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Obsessions #1: Sam Claflin

Buona domenica, lettori!
Come state? Avete accettato la fine del periodo natalizio? Io no LOL, ma ne ero già consapevole in precedenza. Probabilmente mi rassegnerò al tempo del mio compleanno – ovvero il 3 Febbraio, ma poco meno di un mese-.
Dunque, come promesso, oggi non parlerò di libri, ma di altro. Questa volta ho scelto di iniziare un percorso molto personale, un po’ sulla stregua della Character Session. Difatti vi presenterò una “serie” di mie ossessioni. Persone per cui ho una evidente, palese, incurabile cotta, attori, cantanti, artisti che stimo, o meglio, con cui sono fissata da sempre, da molto, da troppo -LOL-.
Non vi stresserò eccessivamente l’esistenza con la biografia, metterò semplicemente il link alla Santa Wikipedia, più che altro tenterò di spiegarvi il perché della mia fissa, cercando di essere obiettiva il più possibile, ovviamente nei limiti, dal momento che, toccando il personale, non sempre è facile e giusto esserlo.
Ho deciso di partire da un attore giovane che mi piace da qualche anno, benché la crush sia stata alimentata nuovamente di recente: Sam Claflin.
Samuel George Claflin, nato il 27 Giugno 1986 ad Ipswich – Santo Suffolck-, ha 28 anni e purtroppo è già sposato. Ho confessato subito il problema, per togliermi il peso principale. Scusami, Laura, non posso farci nulla. Ho capito che era il principe dei sogni solo con “Love, Rosie“. Non che prima non ci fossero i segnali, sia ben chiaro, ma questo film lo ha ulteriormente confermato.
Parto dall’inizio, da quando si è palesato nel mio mondo, in “Pirati dei Caraibi – Al confine del mondo“: lì era un pretuccio che poteva passare inosservato, ma NO. Scommetto anche che qualcuno non avrà collegato che fosse lui. E invece… Cioè, lo ammetto, io ci sono arrivata più tardi. Mi spiego: ammetto che quando è apparso in “The Hunger Games – La ragazza di fuoco” non ho pensato subito a chiedermi chi fosse, cioè più che altro sapevo benissimo il suo nome, ma non ho fatto in tempo a pormi la domanda perché sono rimasta devastata dal suo… tutto. – Ma un zuccherino da lui lo volete? Io anche due o tre o quattro o mille o… basta.
Dopo essermi asciugata la bava doverosa, ed avere inghiottito la saliva in eccesso, sono riuscita a valutare con cognizione di causa la sua interpretazione ed ho concluso che porca miseria se era perfettamente Finnick. Il sorrisetto, le fossette, la sfacciataggine. Insomma, il mio personaggio preferito della saga aveva ottenuto giustizia con lui.
Dopo tutto ciò sono andata a farmi un giro su Google ed ho cercato informazioni su di lui. Per Giove, ma è il reverendino tanto carino di POTC 4! Già lo avevo apprezzato, nonostante l’imponente occupazione del mio cuore da parte del caro Johnny Depp – prima o poi vi parlerò anche di lui... – , però con Finnick ha vinto tutto.
Cercando di essere imparziale e provando a non far penetrare nulla di strettamente ed evidentemente personale, io vi consiglio con tutto il cuore di darvi uno sguardo alla sua filmografia – evitando “Biancaneve ed il cacciatore“, perché appare veramente poco.. Ok, magari non escludetelo a priori, ma lasciatelo in fondo alla lista-, perchè al di là della sua bellezza, sono fermamente convinta che sia uno degli attuali talenti giovani più versatili nel panorama cinematografico. Può essere l’uomo dei sogni – in “Love, Rosie” vi assicuro che mi è partita una OTP extra cosmica con Lily Collins. (per gli “inesperti”, OTP = One True Pairing, la coppia preferita, la migliore per ogni fandom) – come impersona nel modo più realistico possibile il bastardo per eccellenza – in “Posh” vi giuro che mi ha fatto venire i brividi; il film non è un granché, ma lui è eccezionale e vale la pena vederlo anche solo per lui, oltre che, femminilmente (?) parlando, per la quantità di esemplari di sesso maschile di una certa qual levatura, soprattutto in lingua originale, con il suo meraviglioso accento british che per Giove smuove i muri.- .
Da lettrice accanita ho urlato quando ho appreso che avrebbe interpretato il ruolo principale nell’adattamento cinematografico di “Me before you” e sto bramando che arrivi almeno foto dal set il più presto possibile – iniziate presto a girare! – perché so per certo che l’attesa per il film sarà logorante.
Con la consapevolezza che devo assolutamente recuperare i film tv della BBC di cui è stato protagonista – perdonate la difficoltà con cui mi approccio alla visione, ma uno di essi è “I pilastri della Terra” e ci vuole fegato… – vi lascio con alcune foto di questa meraviglia di uomo e con un link alla sua bio, se volete documentarvi maggiormente (HERE) – sì, in inglese, è più dettagliata-, augurandomi che anche voi siate conquistati dalle magiche fossette britanniche e dai capelli perfetti di Samuel George.

              

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Character Session #2: Dean Winchester

That is exactly why our lives suck. I mean, come on, we hunt monsters! What the hell? I mean, normal people, they see a monster, and they run. But not us, no, no, no, we search out things that want to kill us. Or eat us! You know who does that? Crazy people! We are insane! You know, and then there’s the bad diner food and then the skeevy motel rooms and then the truck-stop waitress with the bizarre rash. I mean, who wants this life, Sam? Seriously? Do you actually like being stuck in a car with me eight hours a day, every single day? I don’t think so! I mean, I drive too fast. And I listen to the same five albums over and over and over again, and I sing along. I’m annoying, I know that. And you, you’re gassy! You eat half a burrito, and you get toxic! I mean, you know what? You can forget it. Stay away from me Sam, OK? Because I am done with it. I’m done with the monsters and the hellhounds and the ghost sickness and the damn Apocalypse. I’m out. I’m done. Quit. 

Parto in modo diverso dal solito. Vi introduco al mio post di oggi così, direttamente. Forse lo faccio un po’ per difesa, perché ho il maledetto terrore di parlare di questo personaggio. Mi sento gravata da un’enorme responsabilità, sia nei confronti del suddetto, che – ovviamente – del suo interprete, che del fandom – vi prego, se vi farà pena quello che scriverò, non ditemelo, ok? Potrei rimanerci male. No, ok, sto scherzando: se il mio articolo vi risulterà vomitevole siete liberissimi/e di mandarmi piacevolmente a quel paese.- Dunque: questo quote in lingua di chi è? Sono pronta a scommettere che qualcuno lo avrà già capito. Anzi, oserò di più: ci sarà chi non avrà avuto dubbi su chi l’ha pronunciato dalla seconda parola. O magari anche dalla prima. Probabilmente chi segue questa serie televisiva da sempre si sentirà “spodestato” (?) da me, che l’ho “recuperata” interamente in tre mesi (sono nove stagioni, che lavoraccio… per modo di dire “lavoraccio”), ma io non posso proprio risparmiarmi dall’affermare che il personaggio di cui sto per tessere le lodi è uno dei miei preferiti in assoluto nella storia della tv. Ok, ve lo dico: sto parlando di Dean Winchester, uno dei protagonisti principali di “Supernatural“. Come se non fosse già sufficientemente conosciuta, farò una breve premessa a questa meravigliosa serie televisiva, che mi è entrata nel cuore e si è posizionata nella famose élite delle preferite.

Titolo: Supernatural Stagioni: 10  Episodi: 218 (aggiornato 28.11.14) Durata: 41 minuti circa ad episodio 
Ideatore: Eric Kripke Interpreti e personaggi principali:
Jared Padalecki: Samuel “Sam” Winchester

Jensen Ackles: Dean Winchester 
Jim Beaver: Bobby Singer Misha Collins: Castiel
Mark Sheppard: Crowley Mark Pellegrino: Lucifero Osric Chau: Kevin Tran


Supernatural
è una serie televisiva statunitense di genere paranormale che nasce nel 2005 dalla brillante, geniale, meravigliosa – scusate, mi sono lasciata trasportare – mentre di Eric Kripke. Lo show segue le vicende dei fratelli Sam e Dean Winchester, interpretati rispettivamente da Jared Padalecki e Jensen Ackles , cacciatori di demoni e altre figure del paranormale. Tutto parte dal 2 novembre 1983 quando la madre dei due protagonisti, Mary, perde la vita uccisa da un demone che incendia la loro casa. Il padre, John, inizia a educare i figli alla caccia del soprannaturale con lo scopo di trovare la creatura che ha ucciso sua moglie e vendicarla. Mentre Dean, il più grande dei due fratelli, segue le orme del papà del padre e passa l’infanzia a proteggere il fratello Sam, quest’ultimo, dopo il liceo, decide di abbandonare la caccia e di andare all’università.- e, mi spiace, ma non vi dirò di più, perché è umanamente impossibile riassumere brevemente la trama INTERA di Supernatural -. Girata a Vancouver, rimase in fase embrionale per quasi dieci anni. L’episodio pilota, che debuttò sul network The WB il 13 settembre 2005 (giorno sacro per il fandom) per poi passare, dalla seconda stagione, sul palinsesto della allora neonata The CW, venne seguito da quasi 5.7 milioni di persone e gli ascolti dei primi quattro episodi spinsero il network a mandare in onda un’intera prima stagione, composta da 22 episodi. Per quanto riguarda la programmazione italiana, la prima stagione ha debuttato su Rai 2 molto più tardi rispetto agli Stati Uniti –il 13 febbraio 2007 è stato trasmesso l’episodio pilota -. Il team di produttori esecutivi comprende Eric Kripke, McG e Robert Singer; (l’ex produttore esecutivo Kim Manners morì di cancro ai polmoni durante la produzione della quarta stagione) . Sappiate che il malefico Kripke aveva in mente solamente tre stagioni per la serie televisiva. Che poi divennero cinque. Che poi milleduecento perché la CW continuava a rinnovargliele. Quando Eric smise il suo ruolo di showrunner, venne sostituito prima da Sera Gamble e, a cominciare dall’ottava stagione, da Jeremy Carver. – ormai, per noi fans, sono tutti zii. O qualcosa del genere, insomma. –

Ma ora, veniamo a noi. E perdonate se mi sono dilungata. A questo punto la domanda non è tanto CHI è Dean Winchester. Penso che valga quanto chiedere Chi è Barack Obama (???!!!), ma PERCHÉ Dean Winchester. PERCHÉ la sottoscritta lo ama così tanto. Ma vabbè, io vi dirò lo stesso CHI è prima, perché sono molesta – e molto, molto simpatica, ammettetelo. E modesta. OK.- Dean Winchester è un favoloso essere umano(!!) nato il 24 Gennaio 1979 – sì, si sa anche la data di nascita e sì, è uno splendido Acquario. Va bene, mi fermo. -, come, ha spiegato San Kripke, sua moglie Jess – quanta tenerezza. -. Prende il nome dalla sua meravigliosa nonnina, ama la macchina che gli ha regalato il padre – Baby… cioè, una Chevrolet Impala del 1967 – e fra i suoi “amuleti speciali” ci sono un ciondolo che gli ha regalato Sam per Natale nel 1991 e l’anello nuziale della mamma.  Ha un tatuaggio uguale al fratello, che li protegge dalle possessioni demoniache (… ok, non farò spoiler, ciao.), le sue due canzoni preferite sono “Ramble on” e “Traveling Riverside Blues” dei Led Zeppelin e si scofana una quantità inspiegabile di hamburgers e torte. No, non vi dirò nulla di più, perché cadrei nello spoiler e ciò sarebbe davvero imbarazzante e soprattutto andrebbe contro i miei principi di vita. Piuttosto, arriverò finalmente a dirvi perché lo venero. Sì, lo venero. Credo di essermi innamorata di lui circa al minuto 05 del Pilot. Ovvero quando è apparso per la prima volta. Sarò banale, lo diranno milioni di altre ragazze nel mondo, però è proprio impossibile non adorarlo. No, non è il solito bastardo a cui tutte sbavano dietro, come, al contrario, potrebbe sembrare. E’ molto di più. Ok, è proprio palese che sia un notevole esemplare di sesso maschile – e con notevole mi riduco proprio al limite della decenza -, a chi è dotato di un paio di occhi funzionanti non sarà sfuggito, tuttavia, vi stupirò, non sono così materialista. Io amo Dean perché sa essere tutto ciò che c’è di meglio e di peggio al mondo. Mi spiego: lo amo per come ama suo fratello, per come lo protegge e rischia la vita per lui ogni singolo secondo della sua esistenza. Lo amo perché sa perfettamente cosa significano amicizia ed amore, anche se alcune volte si destreggia nel nasconderlo. Amo il suo cuore d’oro che lo porta spesso ad azioni rischiose e del tutto irresponsabili. Amo il suo coraggio, la sua lealtà, il suo senso del dovere verso tutto ciò di cui si prende carico, perché anche quando sembra che non gliene importi più nulla e che mollerà, in realtà non lo fa mai. Amo il fatto che si tenga sempre tutto dentro, anche se è sbagliato, ma è solo un elemento in più per dimostrare quanto voglia nascondere tutto ciò di cui ha paura, non tanto perché lo teme per sé, ma per gli altri. Amo il suo lato oscuro, perché “quando l’oscurità ti entra dentro non esce più e te la porti con te sempre“, perché è questo che lo rende così uomo e così completo. Lo amo perché soffre ed ama senza restrizioni ed anche a suo discapito, spesso privandosi di ciò di cui avrebbe bisogno solo per il bene chi ha nel cuore. Quante volte mi sono sentita come lui, totalmente solidale con le sue scelte, le sue decisioni, seppur dure, la sua sofferenza. Non c’è solo il Dean che scherza, che fa battute idiote, che ci ama le donne – che, manco a dirlo, gli cadono ai piedi, e penso sia palese la ragione… -, c’è quello arrabbiato, furioso con la vita e con tutto quello che lo ha reso quello che è, ma sempre appassionato, disposto a credere in qualcosa, a dare qualcosa in più, nonostante tutto.  E’ talmente complesso e pieno di sfaccettature questo personaggio che non mi sento esauriente mentre ne parlo, è come se tralasciassi sempre un dettaglio importante, fondamentale, quel particolare che serva a descriverlo ancora meglio. Quindi chiedo già scusa se non avrò soddisfatto le aspettative di fans e non fans. Spesso quando parlo di qualcuno o qualcosa che amo in modo speciale mi lascio prendere dalla foga ed il fiume di parole scorre inarrestabile. Vi prego, però, credetemi quando dico fermamente convinta, che, nel bene e nel male, Dean Winchester è perfetto. Perfetto anche nelle sue imperfezioni.

Ed ora vi spammo la “breve” biografia di Jensen Ackles. Tiè.

Jensen Ross Ackles, nasce a Dallas il 1° Marzo 1978, da Roger Alan, un attore, e Donna Joan Shaffer. Ha un fratello,Joshua, di tre anni più grande, e una sorella, Mackenzie, di sette anni più piccola. Ha origini irlandesi, inglesi e scozzesi. Jensen rimase senza nome per tre giorni, sua madre ha scelto poi Jensen mentre era in chiesa ad ascoltare un inno, e leggendo sul foglio dei canti notò il cognome dello scrittore. A soli 4 anni, il padre lo portò a posare per una linea di moda precoce, lanciandolo nella carriera di modello bambino per la stampa pubblicitaria. Jensen Ackles ha sospeso la carriera di baby modello per qualche anno ma ha ripreso a sfilare per case di moda e posare per servizi fotografici all’età di 10 anni. L’attore, presto, rinunciò però a calcare le passerelle e ha deciso di fare carriera come attore, seguendo la sua vocazione. Nel 1995 si è iscritto a una scuola di teatro a Dallas, e qui le sue doti recitative hanno fatto colpo su due cacciatori di talenti, Craig Wargo e Gordon McCormack, che convinsero l’attore a prendersi il diploma e trasferirsi a per cercare opportunità di lavoro in piccoli ruoli per il piccolo e grande schermo. Dopo essersi lasciato alle spalle la professione di modello, nel 1996 Ackles cominciò a concentrarsi sulla carriera di attore. Ha recitato quando era ancora alle superiori e prima di traslocare a Los Angeles nelle vesti di un timido ragazzino in una puntata della serie per bambini premiata agli Emmy “Wishbone, il cane dei sogni” e, tre mesi dopo essersi procurato il diploma e ormai di casa a Los Angeles, nei panni di un fotografo che farà colpo su una delle sorelle protagoniste in Sweet Valley High, trasmesso in Italia negli anni novanta e poi replicato nel 2003. Fece molte comparse prima di entrare nel cast della soap opera “Il tempo della nostra vita” nel ruolo di Eric Brady, un ragazzo affascinante che perderà la testa per la matura Nicole Walker, interpretata da Arianne Zucker. Il prestante ragazzo da fotografo della donna finirà con l’andare a letto con lei. Nel 1998 il suo ruolo da aitante giovanotto nella soap gli valse a 20 anni il Soap Opera Digest Award come miglior attore giovane e si propiziò per tre anni di fila la nomination (1998, 1999, 2000) ai Daytime Emmy Award come miglior attore giovane in una serie drammatica per il suo ruolo nella soap opera; Jensen vi partecipò comunque per soli 16 episodi. Nel 2000, Ackles lasciò “Il tempo della nostra vita” ed, in estate, prese un volo per l’Australia per recitare sul set di una miniserie in due puntate, Blonde, nelle televisioni americane il 31 maggio 2001, dedicato alla vita di Marilyn Monroe prima di divenire l’icona di leggendaria diva del cinema. Ha vestito i panni di Eddie G, un facoltoso giovane che trascinerà la diva in un triangolo erotico con l’attore Patrick Dempsey. All’età di 21 anni, su sollecitazione di Drew Barrymore, gli fu offerto il ruolo poi rivestito da Michael Vartan nella commedia romantica “Mai stata baciata”, ma l’iniziativa non andò in porto perché Jensen Ackles era considerato troppo giovane per la parte. Jensen fece un provino per il ruolo del giovane Clark Kent nella serie fantascientifica “Smallville”, ma il ruolo gli fu soffiato da Tom Welling. Dopo aver fallito il provino per “Smallville”, si presentò sul set della serie fantascientifica “Dark Angel” prodotta da James Cameron, sul network Fox e recita in una parte fulminea nella prima stagione nel ruolo di Ben/X5-493, lo psicopatico, serial killer “fratello” della protagonista Max Jessica Alba. Il suo personaggio morì subito dopo un episodio, ma i produttori gli offrirono di recitare in una parte da co-protagonista nella seconda serie lanciata dal venerdì 28 settembre 2001. Ackles vestì puntualmente il ruolo come fratello gemello di Ben, sotto il nome di Alec/X5-494, prestandosi alle sue riprese a Vancouver. Rimase nello show fino alla sua cancellazione, nel 2002, alla fine della seconda stagione. Nell’autunno 2002, Jensen Ackles si recò nella Carolina del Nord per rivestire un ruolo nel cast della serie drammatica “Dawson’s Creek” sul network The WB, ormai alla sua sesta e ultima stagione interpretando il ruolo di C.J., il ragazzo di Jen Lindley. Successivamente firmò un contratto con il network Fox per vestire i panni del protagonista nella serie drammatica “Still Life”, mai andata in onda. Si sono susseguite altre offerte per il piccolo schermo, tra cui quella del ragazzo della protagonista di Tru Calling, l’attrice Eliza Dushku, ma lui la rifiutò per vestire i panni di un couch nella serie fantascientifica Smallville. Il primo ruolo come protagonista lo ottenne nel film horror “Devour – Il gioco di Satana” nei panni di Jake Gray, uno studente universitario tormentato da visioni infernali raccapriccianti. Nella seconda metà del 2005 Ackles entrò a far parte, assieme a Jared Padalecki, della serie horror fantascientifica Supernatural per il network “The CW.” Nel 2009 uscì nelle sale cinematografiche il film di successo San Valentino di sangue 3D, in cui Jensen veste il ruolo di protagonista. Il 15 maggio 2010 si sposò con l’attrice Danneel Harris conosciuta per aver interpretato Rachel Gatina nella serie televisiva One Tree Hill, sono ed il 30 maggio 2013 sono diventati genitori di una bambina chiamata Justice Jay “JJ” Ackles.

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Character Session #1: Nolan Ross

Benvenuti a questo prima sessione bloggosa (?) di analisi di un personaggio telefilmico, filmico (??), librario (???), and so on… Sarà il caso che la pianti di sparare idiozie intergalattiche.
Molto bene, dato per assunto che partirò in questo percorso a tema da un personaggio di una serie tv, siate ben consci del fatto che ne seguo millemila. No, non sto scherzando: ho praticamente perso il conto. E non soddisfatta continuo ad aggiungerne, quindi il mio stato mentale è pari a quello di decomposizione di un cadavere di un morto da 150 anni – chiedo veniva per l’immagine raccapricciante, ma mi pareva l’unica in grado di rendere perfettamente l’idea-.
Dunque, primo elemento pressoché certo è il fatto che ho talmente tanti episodi da vedere la settimana che perdo il contatto con la vita reale. MACHEBELLO. #solocosebelle.
Fra tutti questi telefilm che seguo, ho ovviamente le mie preferenze, l’elite, se così vogliamo chiamarla: al primo posto ho deciso di porre, dopo un’accurata ed intensa analisi, “Revenge“.
L’incoronata regina – giusto per fornirvi alcune informazioni introduttive, che chi è già fan conoscerà, pertanto sostanzialmente sono utili alla mia opera di conversione dell’umanità, manco fossi un pastore errante – è una serie televisiva statunitense liberamente ispirata al romanzo “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas – uno dei miei “progetti di vita“-.
Il pilot fu trasmesso sulla rete televisiva americana ABC il 21 settembre 2011 e successivamente la serie fu importata in Italia prima sul canale Fox Italia, il 30 novembre del medesimo anno ed in chiaro solamente il 30 settembre 2013 su Deejay TV – per Giove, ce ne avete messo di tempo. –

Titolo: Revenge
Stagioni: 4
Episodi: 88 (aggiornato 23.11.14)
Durata: 43 minuti circa ad episodio 
Ideatore: Mike Kelley
Interpreti e personaggi principali:
Madeleine Stowe: Victoria Grayson
Emily VanCamp: Emily Thorne/Amanda Clarke
Gabriel Mann: Nolan Ross

Henry Czerny: Conrad Grayson
Nick Wechsler: Jack Porter
Joshua Bowman: Daniel Grayson
Christa B. Allen: Charlotte Grayson

Ma di che mai parlerà questa tv series? Dunque: una donna misteriosa, Amanda Clarke, sotto la falsa identità di Emily Thorne, si trasferisce negli Hamptons, quartiere dei ricconi newyorkesi spesso scelto quale residenza estiva di questi ultimi. E voi direte: ma perchè mai? Beh, se qualcosa vi suggerisce il titolo…. per cercare vendetta per suo padre, David, il quale fu accusato, processato e condannato ingiustamente per aver partecipato a un’azione terroristica. Ad incastrarlo furono i Grayson, titolari di una società della quale David faceva parte, in combutta con molti personaggi a loro vicini.
La piccola Amanda fu sballottata fra diverse famiglie affidatarie ed alla fine rinchiuso in un riformatorio ed, uscita dal carcere, viene accolta nella società da Nolan Ross, amico del padre, il quale, come promesso a David stesso, le consegna una scatola contenente i suoi diari, attraverso i quali scoprì la vera storia del padre e, dopo aver scambiato la sua identità con quella dell’amica Emily Thorne, intraprende il suo cammino di vendetta contro tutti i traditori del padre.

Bene, dopo questa tiritera – un po’ pubblicitaria, lo ammetto. – per introdurvi al telefilm, finalmente giungo a parlarvi del mio personaggio preferito: Nolan Ross.
Premetto che sono un po’ stitica nel giudizio dei personaggi, quale che sia l’ambito, serie tv, film, libri … Sì, avete letto bene: stitica. Perché, solitamente, non ne trovo di perfetti, da amare totalmente ed incondizionatamente. O meglio: nella mia vita da tv series addicted ne ho trovati pochissimi ed uno di questi è Nolan.
Bene, per farvelo amare di più partirò con questa affermazione: senza di lui molto probabilmente la protagonista sarebbe morta a metà della prima stagione. E poi questa affermazione tanto lontana dalla realtà non è, anzi è interamente coerente e provata e chi segue il telefilm lo saprà per certo.
Emily non ha mai avuto un alleato più sincero e più vero che Nolan. Questa mente geniale che invidio con tutta me stessa perché parla il nerdese come io parlo il fangirlese  non ha mai smesso di operarsi per favorire i progetti di Emily, l’ha sempre appoggiata nella sua vendetta, anche nei suoi propositi peggiori e più pericolosi, e nel momento in cui era ppressochécerto che avrebbe fatto una colossale scemenza glielo ha fatto notare – non che sia mai servito, ve lo anticipo…-.
Tutti vorremmo un amico come Nolan. Ecco, io magari anche un po’ di più, perchè ne sono innamorata persa, come sono innamorata di Gabriel Mann – e dall’inizio, non da poco tempo fa, quando il mondo pare essersi accorto che è sexy ed attraente, quando lo è sempre stato – .
Nolan sa schiacciarti con una battuta di cinque parole, la sua mente partorisce certe perle che nemmeno un aforista (?) professionista. Chi non vorrebbe un soprannome creato da lui? A me basterebbe uno dei suoi sguardi che mi tagliano le gambe a metà e mi fanno finire spiattellata per terra come una frittella. O anche un solo minuto della sua voce. Che dico, mezzo secondo. No, ok, fatemi e fatevi il favore di sentirvi la sua voce originale, perché penso che sia una delle cose più belle che i miei padiglioni auricolari abbiano mai potuto ascoltare.
Bene, ora mi riprendo. No, non mi piace perché… Aspettate, preciso meglio: no, non ho perso la capoccia per lui perché è un blondie con gli occhi chiari. Cioè, l’ho già detto e lo ribadisco: è uno degli esseri viventi più attraenti sulla faccia del pianeta, ma è l’insieme che lo rende così meraviglioso ai miei occhi. Anche il fatto che sia un fusto alto otto metri e mezzo, secco e muscoloso – sì, all’inizio della seconda stagione sono stata vittima di un attacco cardiaco perché, all’improvviso, mostra questi muscoli che BOH. Anche se, a dirla tutta, già ne avevo avuto una mezza idea perchè c’è un shoot che thanks, Tyler Shields. – .
Confesso: amo Gabriel perché è Nolan che me lo ha fatto amare. E di Nolan amo anche il fatto che spesso indossi una tappezzeria araba al posto dei completi eleganti, amo il suo disgusto kitsch nel vestire, amo il suo candore, la sua ingenuità, i suoi sentimenti sinceri che lo portano ad essere ferito ed umiliato spesso, amo il suo mettersi sempre in gioco, a rischio, in pericolo solo per chi ama. Nolan è un personaggio a mille sfaccettature che mostra il meglio di quello che sono le qualità umane, senza ombra di dubbio. E’ intelligente, brillante, un genio, ma è soprattutto un uomo dal cuore d’oro.
Amatelo, amatelo anche voi, perchè, really, there’s no Revenge without Nolan Ross.

(e se volete sapere qualcosina di più su Gabriel Mann vi metto una mini – bio, perchè sono una molesta spacciatrice e sobillatrice di menti, muah.)

Gabriel Wilhoit Amis Mick (New Haven, 14 maggio 1972) inizia la sua carriera lavorando come modello.
Debutta come attore nel 1995 partecipando a due film a tematica gay, come Parallel Sons e Stonewall. In seguito partecipa ai film Ho sparato a Andy Warhol e Paradiso perduto, venendo accreditato come Gabriel Mick.
Noto per aver interpretato Danny Zorn in The Bourne Identity e in The Bourne Supremacy, nel 2004 avrebbe dovuto interpretare Padre Francis in L’esorcista – La genesi di Paul Schrader, ma dopo il cambio del regista fu sostituito da un altro attore, ma riuscì ad interpretare Padre Francis in Dominion: Prequel to the Exorcist che Schrader realizzò nel 2005.
Nel 2005 lavora nel film di Wim Wenders Non bussare alla mia porta. Prende parte ad alcuni episodi delle serie televisive Mad Men e La spada della verità, dove ricopre il ruolo del mago Zeddicus Zu’l Zorander da giovane.
Dal 2011 fa parte del cast della serie televisiva Revenge.